E’ sabato. Passo dagli amici di Osteria Poerio, a Monteverde, convinto di partecipare ad una degustazione di Brunello, “evento” per il quale mi rimane estremamente difficile dire di no.
Ma non è una degustazione. E’ qualcosa di più profondo. Una ventina di giornalisti in sala, un tavolo con una “spianata” di bottiglie scrupolosamente numerate e impacchettate con l’alluminio. No, non è una degustazione, è quello che in gergo si chiama “panel”.

Vengo accolto da Maurizio Valeriani di vinodabere.it e in un batter d’occhio mi sento a mio agio, come se fossi uno di loro da sempre. L’obiettivo della giornata mi stuzzica non poco: l’annata 2015 è stata una annata calda e il Brunello di Montalcino di prossima uscita – il 2015- almeno sulla carta dovrebbe essere migliore dell’annata 2014. Sarà vero?

 

77 Brunelli divisi in batterie da 6 con degustazione alla cieca, per cui al netto di “condizionamenti da brand”.
13 batterie, dalle 10 circa alle 15, senza pause e con un piatto di pasta quale premio finale … una maratona alla quale non ero abituato. Ma anche una occasione unica per capire stili e sfumature diverse del Brunello. Una occasione altrettanto unica di capire come un gruppo di professionisti si pone davanti a queste diversità.

Mi appaiono netti due schieramenti, se così li vogliamo definire.
Quelli che preferiscono un Brunello più essenziale e diretto e quelli che tendono invece alle morbidezze o comunque ad un approccio gentile da parte del Brunello nel suo ingresso in bocca.

E’ questa però la logica del panel e di questa giornata: raccogliere opinioni e voti di tutti, lavorando sulle medie in modo tale da ricondurre il risultato finale ad una valutazione oggettiva, al netto dei gusti personali.

In gioco ci sono una quarantina di produttori per 77 Brunelli. Annate 2014 e 2015 servite in modo casuale. Annata 2015 che come nelle previsioni spunta, anche se di poco, sulla 2014 con il Brunello di Montalcino Collemattoni 2015 che ottiene il risultato migliore (la classifica completa la trovate qui, su vinodabere.it)

 

 

Faticoso, bello, interessante. Ma quello che mi resta – oltre alla preoccupazione di come dire di no a chi questa sera, ad una cena di compleanno, tenterà di versarmi del vino nel bicchiere – è il clima conviviale e di accoglienza nel quale mi sono ritrovato per una insolita mattina di sabato.

Grazie Maurizio Valeriani, grazie vinodabere.it.
Se il clima è questo, faremo sicuramente qualcos’altro insieme.

www.vinodabere.it