Quando ero piccolo, ancora c’erano i juke box, ma pensare oggi di trovarne uno che invece dei dischi “dispensa” vino, no, questo proprio non me l’aspettavo.

Zona Bressanone, Abbazia di Novacella. Piove che Dio la manda e dove propongo di andarci a riparare? Indovina un po’? C’è a portata di mano il loro spaccio, quello nel quale tra un dolcetto e un fungo secco i vini dell’Abbazia la fanno da padrone.

L’arredamento caldo, in legno, del locale è interrotto a destra da una sorta di scatolotto metallico, una sorta di teca in vetro con display digitale sovrastante e … e nulla si va alla cassa, si fa la tesserina, sia acquistano crediti e si pasa alla mescita 2.0.

Una mescita un po’ micragnosa devo dire. Metti la tessera, posizioni il bicchiere e spingi il bottone. Quello che esce è a malapena sufficiente per capire che è vino. Talmente poco che se ti becca la stradale, con dieci passaggi di tessera a mio avviso se ti ferma la stradale il palloncino nemmeno si alza. Si narra addirittura di un automobilista che dopo aver passato un paio d’ora a giocare con l’infernale eno-Juke-box sorpreso ancora racconti della pernacchia fatta dall’etilometro alla fine del test.

Scherzi a parte, a Novacella di vino ce n’è tanto. Vigneti a non finire con la sensazione delle vigne messe quasi “a protezione” dell’Abbazia stessa. Bello da vedere. Bello starci dentro.

Scopro il passito di Moscato rosa. Mamma mia che botta, che profumi, che novità. Me ne innamoro e mi porto a casa la prima bottiglia. Però a fianco vedo anche un passito di Kerner: come fai a non provarlo? Un passito di Kerner? Mi incuriosisce…

Sono estremamente soddisfatto e in segno di benevolenza, concedo alla ciurma persino di visitare l’Abbazia 🙂