Me ne sono già reso conto qualche mese fa, oramai le mie sinapsi dicono che alla parola “geografia” corrisponde la parola “vino”. Le vacanze mi piace pianificarle, non perché io sia particolarmente preciso o pignolo, ma per il fatto che da sempre sostengo che iniziare a studiare prima i percorsi allunghi il periodo di vacanza. Idem la condivisione con i tuoi compagni di viaggio, il loro coinvolgimento nella creazione di un percorso.

In passato, da pischello, ho fatto vacanze molto itineranti e divertenti ma saltando a piedi pari location artistiche importanti. E’ per questo che – forse – ho preso l’abitudine di studiarmi prima i percorsi.

Parlando di vino, ad esempio, ricordo perfettamente quando andammo nella Loira, per castelli, facendo una tappa a Beaune. Si Beaune, centro nevralgico della Borgogna, paradiso di ogni enologo o ubriacone che sia, zona di tesori inestimabili… ma all’epoca la nostra affermazione fu netta “Oh, mamma mia, ma qui non c’è prprio nulla” (nb. l’affermazione fu un tantino più colorita…).

A saperlo che eravamo nel cuore di tutto…

2017, siamo all’estremo opposto. Vacanza breve in Alto Adige. Mentre gli altri pensano ai percorsi cicloturistici, alle passeggiate, alle attrazioni e ai paesini, io sto facendo incetta di informazioni su quali cantine visitare. Temo che la vacanza per i miei amici sarà vagamente condizionata da questa mia recente tendenza. Ho già in mente alcune tappe: un tour de force direi.

Speriamo bene. Vi saprò dire.