Le vostre domande (e relative risposte)


Risponde Umberto Gambino
Thewinereporter.it


Le temperature di servizio variano secondo la tipologia del vino, con un buon range di oscillazione.

Ci si può regolare così:

  • Vini rossi di annata, relativamente giovani e non molto strutturati: 14-16 °
  • Vini rossi più strutturati e nobili (vedi Brunello, Barolo, Amarone, Sagrantino, etc.) e di annate più vecchie: 16-18°
  • Vini rosati e bianchi: 12-14° al massimo
  • Vini dolci e passiti: 12°
  • Vini spumanti: 8°


Risponde Umberto Gambino
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In generale, ogni vino aperto andrebbe consumato in breve tempo e contestualmente al pasto per cui viene stappato. Ma a volte non è possibile, specie se si è costretti (meglio di no) a una degustazione in solitario. Perciò: i vini rossi giovani vanno consumati al massimo entro due giorni dalla stappatura. Nel frattempo la bottiglia non andrebbe ritappata con lo stesso tappo ma bensì con un apposito tappo metallico richiudibile o del tipo di quelli tappo spumante metallico. Bottiglia che va riposta di nuovo in cantina frigo, alla temperatura di 16°.

I vini rossi più strutturati e con qualche anno in più possono essere consumati, dopo l’apertura, anche fino a 3-4 giorni al massimo. Importanti in tal senso sono la temperatura costante (max 16° C)  e il luogo di conservazione, al buio, meglio in cantina frigo.

I vini bianchi, rosati e gli spumanti – una volta stappati e non finiti – possono essere conservati in frigo, sempre appositamente ritappati (come sopra), ma consumati al massimo il giorno dopo.

Per i dolci e i passiti valgono le stesse regole dei rossi giovani.

Lasciare troppo tempo una bottiglia già aperta fa perdere gradualmente al vino tutte le proprie caratteristiche organolettiche: non sarà più lo stesso vino.


Risponde Umberto Gambino
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I solfiti fanno male se ingeriti in grandi concentrazioni: nei vini italiani, di solito, queste sono più basse dei limiti consentiti dalla legge. I vini senza solfiti aggiunti (vedi biologici o naturali) contengono meno solfiti, ma i solfiti prodotti naturalmente nei processi di lavorazione del vino ci sono comunque, in sia pur minima quantità. A volte capita che specialmente le donne, specialmente se bevono grandi quantità di vini bianchi giovani o spumanti, abbiano il classico mal di testa. Dipende comunque dalla soglia di tolleranza personale che è variabile.


Risponde Umberto Gambino
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Da sommelier rispondo: sì, va decantato quello più vecchio di tre anni. Decantare un vino rosso consente di farlo respirare meglio, ne aumenta la superficie a contatto con l’aria, fa sprigionare meglio i profumi. Un’altra corrente di pensiero sostiene che decantare il vino rosso è pura scena: basta versarlo in un bel calice ampio e farlo arieggiare lì. Il risultato finale non si differenzia di molto.


Risponde Umberto Gambino
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L’apertura di un vino rosso va fatta sempre un po’ di tempo prima dalla degustazione. Si varia da circa 20-30 minuti per un rosso giovane a un’ora prima per un rosso di almeno tre anni.

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Risponde Umberto Gambino
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Si tratta di denominazioni entrambe controllate per legge. Le Docg sono anche garantite e quindi dovrebbero assicurare un controllo integrale della qualità del vino finale e la garanzia di tutta la filiera produttiva. Anche una Doc è ovviamente controllata, ma nel collo della bottiglia non si trova la fascetta tipica della Docg rilasciata dagli organismi di controllo. Un vino Doc e Docg è prodotto da vigneti e uve di territori ben delimitati e secondo precise regole di legge. La Docg è al vertice della piramide qualitativa, un gradino sotto la Doc, poi ci sono i vini Igt e i Vini da tavola: per questi ultimi non è necessario indicare in etichetta l’annata o il vitigno di provenienza.


Risponde Umberto Gambino
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Si tratta di denominazioni entrambe controllate per legge. Le Docg sono anche garantite e quindi dovrebbero assicurare un controllo integrale della qualità del vino finale e la garanzia di tutta la filiera produttiva. Anche una Doc è ovviamente controllata, ma nel collo della bottiglia non si trova la fascetta tipica della Docg rilasciata dagli organismi di controllo. Un vino Doc e Docg è prodotto da vigneti e uve di territori ben delimitati e secondo precise regole di legge. La Docg è al vertice della piramide qualitativa, un gradino sotto la Doc, poi ci sono i vini Igt e i Vini da tavola: per questi ultimi non è necessario indicare in etichetta l’annata o il vitigno di provenienza.


Risponde Umberto Gambino
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Vino in cantina: sempre in orizzontale, per evitare che si vengano a formare residui sul fondo della bottiglia. In tal caso, per bottiglie stagionate, prima di versare occorre filtrare con decanter, colino apposito e candela.


Risponde Umberto Gambino
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Il “novello” va bevuto presto, mai oltre i due mesi dall’imbottigliamento (perciò si può bere anche a dicembre), semplicemente perché rischia di perdere presto gli aromi e quelle caratteristiche organolettiche dovute al particolare tipo di macerazione carbonica.

Prova a chiedere…

Se hai un dubbio, una richiesta, se vuoi una informazione relativa a un vino o ad un abbinamento o a una’altra informazione tecnica, puoi provare a chiedere.

Io probabilmente non sarà in grado di risponderti, ma mi farò carico di “girare” la richiesta a chi sarà più bravo di me.