di Maurizio Gabriele

Spesa di Natale al Carrefour Gourmet

Che il formaggio di montagna fosse più buono, lo sapevo. Lo recitava anche uno spot pubblicitario che girava quando eravamo bambini, se non sbaglio “con l’aria di montagna, il gusto ci guadagna…”. Non pensavo però che per rendere il formaggio ancora più buono fosse necessario suonare. A parte le leggende – forse in parte vere – che si sentono a proposito del manzo kobe – massaggi, birra, musica classica e via dicendo – credevo ingenuamente che per aver eun buon latte, e quindi un buon formaggio fosse sufficiente far pascolare le mucche in pascoli incontaminati di montagna.

E invece no. Pare che si debba suonare.
Vedo un cartellino che non lascia dubbi: o c’è un pastore che suona o sono le mucche che dai campanacci sono passate a strumenti musicali diversi. Fatto sta che il “formaggio di arpeggio” mi mancava.

Vabbè, magari è perché siamo a Roma e “arpeggio” è la traduzione romana di “alpeggio”. Però, alla faccia del “gourmet”…