Si fa presto a dire “Sa di tappo”…

Mettiamoci l’anima in pace, può capitare, e quando capita la sensazione è netta.

Però, sappiate che se il vino “sa di tappo” ciò non è causa di come lo abbiamo messo in cantina – dritto o coricato – o di altre cause o quadrature astrali. Il sughero è un materiale inodore e insapore, impermeabile all’aria e all’acqua, ma può ospitare microorganismi, batteri e muffe, quali ad esempio Cladosporium e Armillaria mellea.

Se “accade”, sappiate che non servono mesi per ”guastare” un vino. Bastano pochi giorni affinché parta la produzione di tricloroanisolo e dell’inevitabile odore sgradevole che ne consegue.

E’ un problema del sughero. Il mercato offre soluzioni diverse, dai tappi in silicone a quelli a corona, fino a quelli a vite, molto performanti, ma utilizzati in particolar modo nei “nuovi mercati”. Probabilmente per noi italiani il tappo a vite ricorda troppo il “boccione da due litri” di vino “andante” presente da sempre sugli scaffali dei supermercati. Lo ricordiamo talmente tanto da non riuscire più ad associare a questo tappo un vino di qualità…