Ricette Pret-a-manger

Non sono un cuoco, ma mi diletto sui fornelli con grande passione. A volte mi trovo a pubblicare qualche piatto su Facebook e gli amici mi chiedono la ricetta a “come si fa a fare” qualcosa che ho pubblicato. Indubbiamente la cucina è un’arte, ma credo che con un minimo di attenzione, un po di passione e un minimo di voglia di fare sia possibile trasformare il solito piatto quotidiano in qualcosa di diverso. E’ per questo, che ho aggiunto, solo a posteriori questa rubrica. Una rubrica di appunti, con molti errori e senza pretese, per chi vorrà approfittarne.

La tradizione vuole che a ferragosto si mangino peperoni (mi sembra). Noi li mangiamo anche in tutto il resto dell'anno, soprattutto quando c'è un genitore volenteroso che te li fa arrivare già arrostiti e pronti per l'uso.
Si, il peperone arrostito fa la differenza in questa ricetta veloce veloce ma buona da leccarsi i baffi.
A occhio, guardando la foto sembra un "normale piatto di pasta", ma non lo è.
Prendete i peperoni, salateli e se vi piace metteteci un pezzetto di aglio. Aggiungete poco olio, quindi frullate tutto con il frullatore ad immersione (poi vi spiegherò il perché di questa "frullata").
Mettete a

Ah, il baccalà. Piace a Stefania, e quindi con il tempo sto impararlo a farlo in cento modi diversi. La formula che piace di più a tutti è quella della mousse. Non so, sinceramente se è così che si fa una mousse di baccalà, ma io continuo a procedere in modo empirico, e se scopro che "è buono", per me va più che bene.

Partiamo dal baccalà. Io ho il mio spacciatore di fiducia. Mi da sempre dei filetti buoni, già ammollati, non troppo salati.

C’è un pesce che spesso troviamo sul banco delle pescherie. E’ di aspetto buffo e rossiccio, non a caso si chiama anche “gallinella”. Ad Anzio, ed anche altrove, lo chiamano “Coccio”, e io preferisco chiamarlo così.

Nella mia testa “coccio” chiama sugo, e sugo chiama calamarata. Il coccio, oltretutto, già quando è di media misura è facilmente sfilettabile, per cui potete tranquillamente realizzare un piatto di pasta piacevole anche per quelli che “le spine proprio non le sopporto…”.

Se c’è un pesce che mi ha sempre stuzzicato, quel pesce è la coda di rospo o “rana pescatrice”. E’ interessante sia per il suo modo di procurarsi cibo che per le innumerevoli possibilità che offre (sigh!) in cucina.Ho avuto modo di preparare e mangiare coda di rospo in tutti i modi, ma forse la più singolare e originale fu in Asturias qualche anno fa, quando Federico era piccolo. Ce la proposero sotto forma di bocconcini panati e fritti, un po’ l’equivalente dei “nuggets” , ma in stile atlantico.
Comunque, vedo sul banco una coda di rospo di medio peso (700gr.)

Pubblico questa pseudo-ricetta (mi vergogno a definirla tale) memore dell'applauso di mio figlio.
Sono tuttora incerto in quale categoria mettere questo articolo, se tra le ricette o non so che altro...
Avete presente quando avete voglia di una porcheria, una di quelle cose che soddisfa il tuo rientro a casa affamato nel fine settimana? Una di quelle cose in stile americano o tex-mex (forse ricorda un "huevo ranchero")? Una di quelle cose che... ma si, chissenefrega....ecco. Anche io ho i miei momenti "trash".

E che ci posso fare. Capitano quelle volte che arrivi a casa di corsa e non hai voglia di cucinare, ma hai comunque voglia di qualcosa di sfizioso. La voglia manca, ma la creatività non si riesce a mettere a tacere. Insomma, un tortello "industriale" mi fa tristezza: cosa possiamo farlo per renderlo più allegro?
Ricetta semplice semplice ma che vi fa fare un figurone...
Scaldate in una padella un po di burro, buono ( a me piace quello di Beppino Ocelli, costa poco di più ma la differenza si sente) mettendoci dentro qualche foglia di maggiorana fresca (fresca, ho detto...).
Apro una

Di questo piatto vado molto fiero. Pensato al volo per una cena con amici, è a mio avviso uno dei meglio riusciti al primo colpo.
Iniziamo.
Riso Carnaroli, da far tostare in un tegame, aggiungendo un piccolo scalogno (ma anche no).
Mandate avanti il riso in cottura. A metà cottura aggiungete delle pere fate a dadini in quantità generosa. Io ne ho usate due per 6 persone.
Probabilmente la parte difficile di questa ricetta è trovare delle pere che abbiano sapore. Non so se per voi è lo stesso, ma per me sta diventando una missione quasi impossibile. Attenzione: se le pere sono dure

Questa è una micro ricetta per uno stuzzichino da utilizzare come antipasto o per accompagnare un aperitivo.
Alla base di tutto c'è questa crema di piselli, che preparo cuocendo i piselli in padella, uniti ad una generosa dose di scalogno e guanciale, quindi insaporiti con sale e pepe (possibilmente pepe di Szechouan, più profumato).
Fate andare i piselli, a mantenete la preparazione liquida, eventualmente aggiungendo un po di acqua in fase di cottura. Passate tutto al mixer o frullate in modo da ottenere una crema. Non serve passare al setaccio in quanto è uno stuzzichino molto rustico. Aggiustate di sale e pepe se