Sparkle 2020: bollicine eccellenti “fuori rotta”

Cosa fai se ti invitano a festeggiare l’eccellenza delle bollicine italiane, con 89 etichette e 66 aziende insignite dalle cinque sfere, selezionate tra 844 bottiglie, di cui il 70% viene dalla Lombardia e dal Veneto? Le provi tutte ??? Più semplicemente, ti fai intrigare dal restante 30% e vai a caccia della sensazione memorabile!

Questo è stato per me Sparkle 2020, celebrato al Westin Excelsior Rome in una “frizzante” domenica di inizio inverno.

Seguendo un mio personale percorso emozionale, dettato dall’amore per i territori in questione, mi sono lasciata portare da Cariddi al Lago di Caldaro, passando per l’Abruzzo e deviando infine per l’Alto Monferrato.

La Sicilia sta sbancando, con l’Etna che proietta lapilli nel panorama enologico italiano e fa sentire il suo fragore anche oltre confine … Se dovessi votare sulla denominazione italiana più promettente nell’immediato futuro non avrei dubbi. Al Wine2Wine, salone della innovazione nel mondo del vino, attento a tutte le novità dal mondo, quest’anno di Etna si è parlato parecchio… E quanto a bollicine, a Sparkle 2020 è Firriato a prendersi le sue soddisfazioni: l’Etna Gaudensius Blanc de Noir Brut, nerello mascalese (neanche a dirlo) con le sue 4 sfere, lascia il passo soltanto al Terre Siciliane Gaudensius Blanc de Blancs Brut, carricante e chardonnay, che si aggiudica a pieno titolo le cinque sfere.

Anche Marramiero fa punteggio pieno, sia col Brut a base di chardonnay (60%) e pinot nero (40%) che con il Rosè Brut (pinot nero all’80% – evviva! e chardonnay al 20%).  Nessuna scusa, quindi, per non aver ancora visitato questa cantina, che mi ha già stupito tante volte … Vi porrò rimedio, e senza troppo sforzo… Mi piace l’Abruzzo. E dalle montagne, che mi sono più familiari, dovrò scendere verso il mare alla prima occasione… e già che ci sono ritrovare, oltre queste fantastiche bollicine, l’Inferi, montepulciano memorabile al quale devo riconoscere il merito di avermi acceso un faro su questa cantina.

L’altitudine (dai 200 ai 1.000 metri), l’escursione termica e, d’estate, l’ “Ora”, che soffia nel pomeriggio dal lago di Garda, senza dimenticare la varietà del sottosuolo del lago di Caldaro … solo gli ingredienti che Kettmeir ha saputo congegnare per produrre uno splendido esempio di spumante delle Dolomiti, che si presenta con l’etichetta di Alto Adige 1919 Extra Brut 2013. 1919, per i curiosi, è l’anno della fondazione di Kettmeir, che fa quindi cifra tonda quest’anno. Chardonnay 68%, pinot nero 32%, recita Sparkle, definendolo avvolgente al naso: così convincente e deciso, dico io, che mi ispira un abbinamento coraggioso, speziato … lo voglio provare con pollo al curry e riso pilaf, piatto che sta diventando una piacevole abitudine tra le mie 4 mura.

Curiosa coincidenza – ma non sarà che a volte le grandi storie hanno astrologicamente qualcosa in comune? – anche La Scolca festeggia il proprio centenario, e lo fa stappando per noi due bottiglie di eccezione, il Brut 2012 e il D’Antan Brut 2008, che fanno strike e si aggiudicano in due ben 10 sfere! Splendido in entrambi i casi questo Cortese in modalità bollicina, che ormai sta diventando una certezza. Primeggia nella mia top X da qualche mese, e più in particolare, da Bererosa 2019, evento romano sui rosati, quando ho fatto la conoscenza del D’Antan Rosè, nel quale, oltre al Cortese, c’è anche una componente Pinot Noir, che si sente!  E amando il Pinot Nero e strizzando l’occhio volentieri ai rosati, sarebbe stato imperdonabile farmelo sfuggire!

Claudia Meo

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Claudia Meo

Claudia Meo

Chef & Sommelier Riesce con equilibrismo a far convivere la sua realtà di aziendalista con la passione che la ha portata a diventare prima cuoco, poi sommelier, e a sperimentare nuove connessioni tra le sue diverse anime. Perché scegliere?
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