C’è una cosa, un piatto, che mi fa venire i brividi solo al sentir pronunciare il suo nome “risotto alla crema di scampi”.

Rispetto tutti e i gusti di tutti, ma per me se un posto propone la “crema di scampi”, per me quel posto è da evitare, così come se qualcuno ordina qualcosa alla “crema di scampi”, per me quel qualcuno è inevitabilmente di bocca buona, dove l’aggettivo “buona” non è per nulla un complimento.

Eppure c’è chi identifica la qualità di un posto con la presenza del “risotto alla crema di scampi”. Che poi, come si possa fare una crema a partire dagli scampi rimane per me un mistero. Li posso immaginare crudi, al forno, gratinati, in padella, sotto forma di tartare o pestati fino a diventare la base di un piatto, ma in crema proprio no. Del resto, c’è chi magia surimi convincendosi che si tratti di granchio…

Se è per questo c’è anche chi si spappola con 4 salti in padella, così come chi preferisce un buffet dove “se magna…” (alias riempire il piatto fino all’orlo) a una bottega dove ti danno una porzione ridotta ma di “un qualcosa” che sprigiona sapore. Oppure chi pretende una cofana di pseudo insalata di mare – inodore e insapore – venduta al prezzo di una ciriola di pane.

Noto anche che non è un problema di costo. Conosco persone più che benestanti che mettono a tavola con estrema tranquillità mozzarelle con latte di ignota provenienza piuttosto che pacchi di qualunque cosa in offerta ad un prezzo che – pensandoci solo un momento in più – non giustificherebbe neanche il prezzo della confezione.

Punti di vista. Ognuno scelga quel che vuole e si mangi ciò che vuole. Io preferisco meno ma buono, ma soprattutto, non mi portate mai in un posto nel quale propongono la “crema di scampi”.