L’appuntamento è alle 11.00 a Milo, in piazza.
Agatino Failla, strepitoso cicerone di Benanti Winery in occasione di una degustazione fatta lo scorso mese, mi ha raccontato talmente tante cose dell’Etna, dei vari versanti, della storia e dei vini che non potevo non “metterlo in croce” nell’organizzarmi un incontro.

Dicevamo Milo, tarda mattinata. Antonio Benanti, reduce da una lunga missione negli USA, ci accoglie come mai avremmo pensato, e ci fa iniziare la visita nella loro vigna di Milo.

Passiamo un cancello, quasi uno “stargate” che ci fa inoltrare in un bosco per poi aprirsi in uno scenario mozzafiato. Etna alle spalle, vigna nel mezzo, mare davanti. Talmente suggestivo da togliere il respiro. Lo toglie a Stefania (mia moglie), che non beve ma oramai sempre più affascinata da quanti racconti, cultura, passione e lavoro ci siano dietro il vino. E lo toglie a me che con un processo di “reverse engineering” (si capisce da quale mondo vengo?) penso talmente tanto al “Pietra Marina”, al vento che gli arriva dal mare e a quel Carricante così salino che…

Passato il primo momento di stupore, Antonio ci accompagna in vigna. Si parla della storia, della presenza del vulcano, dei terreni, dei progetti ma – non me ne voglia –  non riesce del tutto a distoglierci da quello che abbiamo intorno.

Fa caldo, molto caldo, ma non vorremmo più andare via. Ci lasciamo alle spalle lo “stargate” dal quale siamo entrati, consapevoli del fatto che il basterà il prossimo sorso di Pietra Marina per riportarci in questo luogo meraviglioso.

 

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