Barriques, Foreste e Navi Francesi

Quando si dice vino si pensa alla botte.
Ricordo però la mia delusione la prima volta che entrai in una cantina vedendo grossi contenitori di metallo. E’ finita la poesia…Poesia ritrovata quando entrai in una delle tante cantine di Porto, in Portogallo. Una piccola gita nella città del Porto: si ha la sensazione di un approccio molto commerciale ma si percepisce che loro il loro vino dolce ce l’hanno nel DNA, e da molto tempo.

Comunque, portoghesi a parte, mi piace pensare al vino legato al legno.

La parola “legno” in enologia, si traduce in botte grande e barrique. Pare che il rapporto vino-legno sia legato proprio all’uso storico della barrique. La dimensione della barrique, guarda caso, corrisponde ad una dimensione trasportabile a mano, ed era il “contenitore” utilizzato storicamente per trasportare il vino.

Oltre alla trasportabilità, a suo tempo i nostri predecessori capirono anche che il vino, a contatto con il legno, grazie allo scambio di ossigeno che esso permette, sviluppava cambiamenti nel colore, nel profumo e nel gusto del vino. Spezie, vaniglia, sentori tostati e affumicati sono spesso dovuti al legno.

Quello che mi ha incuriosito è che le barriques più pregiate sono realizzate con legno di rovere proveniente da foreste di quercia prevalentemente francesi. Zone quali il Limousin, l’Alsazia, la Loira… zone nelle quali pare che le foreste esistano in quanto storicamente necessarie per la costruzione di navi ai tempi dei Re di Francia (siate buoni, non mi chiedete quali né il periodo…).

bordolese-it-bosso-di-troncaisOltre alla Francia, si produce il rovere necessario anche nei Balcani e negli Stati Uniti.

Ogni rovere ha caratteristiche diverse. Diverse anche per il modo con il quale il legno viene trattato. Solitamente il legno per le barriques si “spacca”, mentre – ad esempio – negli Stati Uniti si sega. La porosità del legno nel primo caso rimane più grossolana. Più fine nel secondo, con risultati diversi.

Ogni zona produce legni diversi, indicati per differenti tipi di produzione.
E comunque, meglio le botti che le navi. Magari da guerra.

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Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018, Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.
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