Bukkuram. Il nome di una contrada sull’ isola di Pantelleria.  Ribattezzata dagli arabi come “Padre della vigna”,  la zona di Pantelleria prediletta dagli Arabi per la coltivazione dello Zibibbo.
Marco De Bartoli si innamora di questa terra e nel 1984 imbottiglia il suo primo passito.

Giuseppina De Bartoli, figlia di Marco, ci guida in questo percorso, partendo dalla  raccolta in vigna dei singoli grappoli prelevati dai circa 2.500 ceppi coltivati ad alberello pantesco (nb. pratica agricola dichiarata nel 2014 dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità) , per poi passare all’appassimento sulle stuoie per tre settimane, quindi alla “seconda vendemmia”, alla macerazione ai i tre anni di invecchiamento che fanno di questo passito un prodotto di punta della Cantina.

Aggiungo personalmente che spesso si sente parlare in modo generico di “Passito di Pantelleria”, così come della differenza di costo tra quello che si trova sullo scaffale di un supermercato e un passito di grande qualità. Mi piace dire che sul divano, davanti a un bel film, un “dito” di buon passito ti accompagna per tutta la durata del film. Lo ritroverai in bocca, nel naso e-  provare per credere – anche nel bicchiere vuoto. Vi consiglio di preferire una stilla di buon passito a un bicchiere di “generico” passito e, a conti fatti, vi renderete conto che la soddisfazione sarà tanta  e il costo non sarà più un argomento di grande importanza…

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