Se c’è una cosa che non mi piace fare è andare a mangiare fuori e mangiare le stesse cose che potrei mangiare a casa.

Oh, lì fanno una carbonara che non sai” … ma io la carbonara me la cucino da solo a casa, ed è pure molto buona.
Idem per lasagne, amatriciana o un piatto di prosciutto (che mi scelgo da solo accuratamente) o una cacio e pepe.

Poi, capita un giorno di trovarti per caso con Saverio Mancino di Caciocavallo Impiccato e Savino Di Noia dei Antica Cantina Forentum e per ospitalità nei confronti di Savino si decide di andare in un locale nel quale mangiare “locale”. Ci consigliano di andare alla “Tavernaccia“, alle spalle di Porta Portese, a Roma.

Beh, per farla breve, accade che nel giro di due settimane, a me che non piace tornare nello stesso posto, ci sono tornato ben tre volte.

Una gricia da urlo, maialino da vero godimento, ma soprattutto ogni cosa saporita ma non pesante, cotta alla perfezione e accompagnata da una cortesia oramai rara.

Ci ritornerò. E ve lo consiglio.