Caro Albert,

puoi dirmi tutto quello che vuoi. Quale vitigno, quale affinamento, cosa ne hai fatto di quell’uva che hai raccolto… ma non me ne volere se la mia attenzione è andata altrove.

Pensa, sono sommelier, ma in questo caso non me ne fregava niente (nb. per te che non sei romano, “non me ne fregava niente” si traduce con “no me dì cuenta”) del vitigno e del tuo modo di vinificare in quanto nella mia testa resteranno impressi 7 profumi e 7 sapori distinti, ognuno con il suo carattere, ognuno a modo suo sorprendente, ognuno diverso da quanto avevo messo in bocca fino a quel momento.

E poi, non me ne volere se metto per un momento da parte il tuo vino per dirti che le tue 7 etichette sono tra le più belle, immediate e creative che io abbia mai visto.

Federico, mio figlio, deve andare prossimamente a Barcelona. Sai, è minorenne e mi sa tanto che non potrò mandarlo da solo. Mi servirà un’auto. Un’auto con la quale sbagliare strada e magari arrivare nell’entroterra di Tarragona, per venire a romperti le scatole, e a godermi di nuovo il prodotto delle tue terre e delle tue mani.

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