Cucina banale? Mai

E’ da un mese che siamo a casa, ma siamo riusciti a mettere in frigo un pò di viveri.

Carne, anche se solitamente ne mangiamo poca. Verdure e frutta, tanta in quanto non deve mai mancare nella nostra tavole. Questo però è un periodo strano. Si pranza a casa (non lo facevo da anni) e c’è la necessità di “approntare” due pasti al giorno.

Se c’è una cosa che mal tollero è la cucina banale. O meglio, opto con piacere per una carbonara, una amatriciana e una cacio e pepe, ma se devo spostarmi da quell’asse, allora pretendo 🙂 un minimo di applicazione e di creatività. Come sapete io credo che con spezie, erbette fresche e pochi altri dettagli un piatto possa cambiare in modo considerevole.

Oggi mi sono dedicato al riso. Per me e Federico alla ricerca di un sapore deciso, per Stefania un po meno aggressivo. Sono usciti fuori due risotti uguali ma diversi. Due piccole pentole che viaggiavano parallelamente ma dirigendosi verso mondi diversi. Ecco perché…

Base un filo di olio, cipollotto fresco (anche la parte verde), zucchine a dadini piccole e carote piccole a rondelle (le rondelle non mi piacciono, ma piccole ci possono pure stare…).

Mando per un paio di minuti a fuoco moderato.
Aggiungo il riso (carnaroli) e lo faccio andare per un altro paio di minuti.
Aggiungo un pizzico di sale e quando la poltiglia inizia ad asciugarsi troppo aggiungo acqua calda fino a coprirne la superficie.

Al pentolino A aggiungo due cucchiai rasi di curry di tipo “mediamente piccante” e una spruzzata di soia (occhio al sale…)

Al pentolino B aggiungo zenzero grattugiato e maggiorana secca (ah, avessi avuto il mio vasetto con quella fresca il piatto avrebbe guadagnato punti…)

Porto a cottura, anzi, a un minuto prima della cottura, aggiungendo acqua calda di volta in volta. Quindi lascio riposare, ma facendo in modo che rimanga un po di amido a fare la cremina. No. Per quanto si parli di risotto, non manteco con nulla.

Impiatto il riso del pentolino A aggiungendo il verde del cipollotto fresco, una spolverata di curry per abbellire il piatto e tre quenelle (più o meno) di stracchino che andranno a sposarsi perfettamente con la forza del curry.

Impiatto il riso del pentolino B aggiungendo anche qui il verde del cipollotto fresco e alcune listelle di zenzero fresco.

Buoni entrambi, per palati diversi.

Per concludere… con tre “cucchiaiate” di qua e di là sono usciti fuori due cose diverse.
Scienza? Arte culinaria? No, molto meno, solo voglia di provare 🙂

Ed ecco i due piatti.

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Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018, Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.
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