Non posso dirvi la mia sorpresa quando, alla mia prima vera degustazione, ho visto quella sorta di “vaso” affianco ad ogni postazione. Devo dire che ci sono rimasto veramente male. Ma come, siamo qui a decantare (in senso letterario) le qualità di un vino, la sua storia, la fatica del vignaiolo, la maestria dell’enologo e poi lo sputiamo?

Capisco il senso e soprattutto il buon senso nell’usare questa pratica nel caso si debbano degustare molti vini, ma io ancora non ce la faccio. Mi sembra di mancare di rispetto a ciò che ho nel bicchiere.

Devo dire che mi viene in mente una scena tratta da “Che vuoi che sia“, uno degli degli ultimi film di Edoardo Leo, nella quale i tre amici partecipano ad una degustazione – ma con il palese obiettivo di bere –  e nel momento dello sputo tutti e tre all’unisono invece di sputare facevano un sonoro soffio “di simulazione”.

Beh, forse è ancora da pivelli, magari poco, ma io preferisco ancora bere.