AIS lancia la sfida: degustazione serale di Barbaresco. E che fai non ci vai? Fosse altro per il fatto che mia moglie mi ha regalato una fantastica bottiglia di Barbaresco La Spinetta Vigneto Valeirano 1999, e prima di stappare vorrei sapere esattamente in che modo deliziarmi con una bottiglia da ben 97 euro. E’ la mia prima di un certo “peso”, e devo dire che me la sono lasciata per quando “avrei capito un po di più”. Forse è il momento…

Comunque, fresco fresco di lezione sul Piemonte non potevo farmi sfuggire questa opportunità. Devo dire che questa “storia del vino” sta portando un piacevole effetto collaterale. Uno dei docenti AIS sosteneva che ” a un certo punto del vostro percorso comincerete a vedere le vostre vacanze in funzione del vino“. Indubbiamente dopo aver parlato e letto di Piemonte, Barolo, Arneis e Barbaresco, un certo desiderio di andare a visitare le Langhe mi è venuto. Però, visto che ancora sono a Roma, mi siedo come uno scolaretto e Wow! … la solita tovaglietta con 4 cerchi per 4 bicchieri si è trasformata. Adesso di “cerchi” ce ne sono bene 8, e i vini saranno addirittura 9.

La prima riflessione che facciamo è “per fortuna che ci siamo mangiati un pezzo di pizza prima di entrare“. Il timore di non reggere la botta dei 9 assaggi è forte.

Barbaresco, Neive e Treiso. Il primo mi diceva molto, i secondi nulla. Da oggi Questi tre comuni hanno un significato diverso. Parte la degustazione, accompagnati dai rispettivi produttori e degustiamo nell’ordine:

Comune di Barbaresco:

  • ALBINO ROCCA
    Barbaresco DOCG Ovello Vigna Loreto.
  • Azienda Agricola RIGO FILIPPO “CASCINA RABAGLIO”
    Barbaresco DOCG 2012 e Barbaresco DOCG Ca’ Grossa 2013

Comune di Neive:

  • CANTINA DEL GLICINE
    Barbaresco DOCG Marcarino 2013.
  • Azienda Agricola RIVETTI MASSIMO
    Barbaresco DOCG Froi 2013

Comune di Treiso:

  • Azienda Vitivinicola RIZZI
    Barbaresco DOCG Nervo 2013 e Barbaresco DOCG Pajorè 2013.
  • Azienda Agricola LA GANGHIJA
    Barbaresco DOCG 2010 e Barbaresco DOCG 2013

Devo dire che la sorpresa è molta. Si chiamano “Barbaresco”, ma la differenza è notevole, da territorio a territorio, da annata ad annata.Una costante però c’è: un colore meraviglioso e un inconfondibile richiamo alla ciliegia. Comunque, un tripudio di Nebbiolo che ci ha mandati a casa più che soddisfatti.

Mi sento pronto. Barbaresco “La Spinetta” aspettami che arrivo!