“Enjoy”, verbo più che appropriato per descrivere questa masterclass

Con il Marsala di Francesco Intorcia il colpo di fulmine era già scattalo lo scorso anno, quando al Vinitaly provai il suo marsala 1980, sia dolce che secco. Un vero colpo di fulmine, intenso, elegante, mai eccessivo, un vino capace di rapirti per qualche minuto e portarti nel suo mondo nel modo migliore possibile.

Memore di quelle sensazioni, siamo passati allo stand di Francesco per ripeterci. Stavolta, però, piuttosto che per qualche minuto, abbiamo avuto l’opportunità di entrare nel nostro personalissimo “nirvana” per quasi un’ora. Sul tavolo cinque bicchieri. Cinque colori diversi, tanto diversi tra loro, quasi a voler dichiarare la complessità di questo vino.

A complicare – si fa per dire – la situazione, è stato un percorso degustativo molto sfizioso, basato sull’abbinamento dei sorbetti salati della gelateria Ciacco di Stefano Guizzetti e sui racconti avvincenti del sommelier Franco Rodriquez.

Chi non è del mestiere è portato a pensare al marsala come a un vino dolce, forse stucchevole. Nulla di più sbagliato.
Purtroppo ci hanno abituato a prodotti da supermercato fatti di alcol e zucchero, talmente dolci da pretendere di essere bevuti freddi e di essere ribevuti subito dopo, fino alla noia. Prodotti capaci di non lasciare tracce né emozioni. Come dico sempre ai miei amici, “Comperane uno buono, bevine un dito e fallo a temperatura ambiente. Poi rilassati e annusa il bicchiere anche quando è vuoto, e poi dimmi….“.

 

Qui si parte alla grande. Il vitigno è il sicilianissimo Grillo, qui declinato in tutte le sue forme.

Iniziamo con un Grillo “Metodo perpetuo. Come si legge sul sito di Francesco http://www.heritagewines.it “…Viene ripresa la tradizione del territorio: il vino perpetuo (ricolmatura di una cuvée come selezione delle migliori annate). Tecnica di affinamento in uso prima dello sbarco degli inglesi e base per la successiva produzione del Marsala…”. Lo beviamo in abbinamento ad un sorbetto di zucchine trifolate e pomodoro confit. E capiamo subito che la sfida di oggi sarà tra titani, da una parte il marsala, dall’altra dei sorbetti super….

Il percorso continua alternandosi tra i racconti colmi di amore (si, amore per il Marsala) del relatore e la frenesia di bere il prossimo vino e scoprire il nuovo sorbetto in arrivo. I “doni” continuano in questa sequenza:

Marsala Vergine Riserva Vintage 2004
con sorbetto di salsa tonnata, roastbeef e  capperi corioccanti

Marsala Rubino Superiore Vintage 2015
con sorbetto al ragù di pasta fritta

Marsala Ambra Semisecco Vintage 1994
con gelato al salmone affumicato, pane di segale e finocchietto

Marsala Ambra dolce Riserva Vintage 1980 (il mio primo amore)
con gelato alla mandorla e crumble. Una emozione che dovreste provare…

 

 

Non mi sento politically correct e la mia non è una recensione tecnica. Per cui lasciatemi pensare che se negli anni ’70 si facevano di LSD era perché ancora non era stato “riscoperto” il marsala e nessuno aveva provato questa alternativa per sballarsi…:) .

Oramai sono addicted.
Ci vediamo a settembre, nelle vostre cantine.