Breve vacanza nel Gargano.

Fresco di diploma, Gargano per me = Nero di Troia, inevitabilmente.

Conosco bene il Salento e la fierezza dei salentini, ma devo dire che anche qui non si scherza.

Entro in un supermercato qualunque – mise da mare, pantaloncino e maglietta – per comperare un po’ di acqua e purtroppo mi trovo a passare davanti allo scaffale del vino.

Nero di Troia, eccome se c’è. Anzi, ti dirò, quasi solo prodotti locali.

Oramai per me lo scaffale dei vini mi genera una sorta di Sindrome di Stendhal. Se vedo uno scaffale non riesco a passare indenne. E’ troppa la curiosità, è troppo il desiderio di provare tutto: tutti i vitigni, tutte le DOCG studiate, tutto ciò che è bianco, rosso, rosato o in bollicine.

Un applauso al Gargnano e alla Puglia in genere.

Anche a tavola l’offerta è stata coerente: tra rosati locali, Neri di Troia e Moscati i pugliesi non hanno mai tradito la loro terra. Anzi, in due dessert ho trovato anche “riduzioni” di Nero di Troia…

Complimenti!