Ho bevuto un bootleg

Chi si ricorda dei bootleg? Chi è della mia età sicuramente ricorderà l’emozione di avere tra le mani una “cassetta” o addirittura un vinile con inciso un concerto pirata (o presunto tale). Un Bootleg. Una versione unofficial di qualcosa che sei abituato a vedere e sentire nella versione ufficiale.

In questo caso parliamo di vino. Mi arriva una bottiglia ancora “grezza” di un Etna Rosso Feudo di Mezzo 2015 di Cottanera. Sarà che il Nerello Mascalese è la mia passione. Sarà per il fatto che tutto ciò che è “Etna” riserva sempre sorprese, anche se con i minuti contati, ho fame e mi metto all’opera per preparare una sontuosa carbonara.

Forse un pò irrispettosa per un Nerello, ma questo vitigno mi ha abituato a grosse sorprese e meravigliose performances, per cui oso. La carbonara è veramente – come si dice a Roma –  “ignorante”.

Non vorrei mancare di rispetto al Feudo di Mezzo, per cui ne ammiro il colore e ne sorseggio un pò prima della carbonara, quasi per paura di vederlo soccombere di fronte a un piatto così cruento.

Al naso è sempre il solito nerello, quello che a me piace: frutti rossi, intenso, tante cose da portare al naso. A dir la verità ci sento anche qualcosa di balsamico. All’assaggio si conferma la mia passione. Un vitigno che no mi delude mai. Una buona struttura, un tannino energico ma non scontroso.

Vado di carbonara convinto che ce la farà.
Soddisfo la fame e beatifico la carbonara con questo signor vino.

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Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018, Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.
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