Il bicchiere vuoto di “Festa Norìa”…

Questa volta voglio iniziare dal bicchiere vuoto. Vuoto si fa per dire, visto che Festa Norìa lascia nel bicchiere quanto di più profumato e inebriante si possa immaginare. E’ da un pò di tempo che ho preso l’abitudine di “tornare” a mettere il naso nel bicchiere di passiti e vini dolci, una mezz’oretta dopo averlo completamente svuotato. Vi invito a farlo: troverete una grande sorpresa.

Festa Norìa di Cantina Santadi mi arriva in casa pieno di tante aspettative. Negli ultimi assaggi fatti alla cieca con gli amici di vinodabere.it, questo vino liquoroso ha messo a segno uno strepitoso punteggio di 100/100, il che mi porta a stappare questa bottiglia in modo quasi reverenziale. Però, è mia abitudine non farmi prendere dai condizionamenti, per cui “riprendo possesso di me” e vado a stappare.

Siamo nel Sulcis e il claim ” Una storia fatta di territorio, carignano e persone” lascia intendere quale sia l’approccio di Cantina Santadi, un azienda la cui storia e crescita è indubbiamente legata all’enologo Giacomo Tachis (padre di Sassicaia, Solaia e Tignanello).

Festa Norìa è un vino liquoroso prodotto con uve autoctone (di fatto Cannonau…) provenienti da vigneti allevati ad alberello a piede franco.
Dopo un appassimento al sole segue una tradizionale vinificazione in rosso. A fermentazione bloccata viene quindi aggiunto alcol vinico e affinato successivamente per alcuni anni, in piccole botti di rovere.

Lo verso finalmente nel calice, in attesa della “Festa Grande” (n.b. la traduzione di Festa Norìa).
Un sorso pieno, di grande corpo, e in prima battuta ho la sensazione che mi trasmette una buona etichetta di Porto.  Poi, man mano che si scalda, mi arrivano le note balsamiche, i piacevoli profumi tipici della macchia mediterranea. Mirto su tutti.
Poi, con calma, ritrovo i piacevoli segni dell’appassimento, supportati da una bella acidità.
Finale lungo. Bicchiere vuoto che mantiene profumi ancora diversi in modo così intenso che ad occhi chiusi avrei potuto dire che invece che di vetro, il bicchiere potesse essere di legno.

Un vino da centellinare.
Da abbinare a uno dei vostri film preferiti.
Comodi sul divano, ma con il calice a portata di mano.

Evvai Sulcis. Ancora Sardegna, tutta da scoprire…

https://www.cantinadisantadi.it/ 

 

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Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018. In giurie internazionali dal 2020. Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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