vino frizzante

Premesso che non sono una grande bevitrice di vino, anzi direi pure un’astemia praticante. Tuttavia, ogni tanto mi piace buttare il naso e la bocca in qualche bicchiere di vino bello frizzante, commettendo qualche peccatuccio rispetto alla mia “religione quotidiana”.

Questo accade soprattutto alle feste con i parenti, tutti esperti e gran bevitori di vino ovviamente. Per darvi un’idea, diciamo che sono una sorta di minoranza etnica rispetto al loro credo dominante: il vino buono deve essere “corposo e inteso” (scusatemi se la dicitura non è corretta, il mio lessico enologico è pari a quello del povero Don Lurio quando si cimentava con l’italiano).

La Mia personale Battaglia pro Vini Frizzanti

Ad ogni singola ricorrenza in cui la famiglia si riunisce, provo a chiedere a mio nonno, il padrone di casa e leader del clan di bevitori, se mi può comprare un vinello amabile e bello frizzante, ma la risposta è sempre e inesorabilmente quella:

La gazzosa la bevi te e basta, che poi dopo mezzo bicchiere stai ubriaca, quindi mi dispiace ma non lo compro che poi va sprecato e ti dirò in frigo non c’ho manco spazio”.

Eccerto fra tutti gli amari, i vini rossi dal sapore aspro, per non parlare di vivande e condimenti vari, spazio non lo trovi manco se fossi laureato in tetris! Rinunciare a una bottiglia di “quelli là” per la mia nooo eh?!

Come al solito lascio perdere, del resto quella di nonno è una risposta che non ammette repliche anche perché devo riconoscere che, praticando io l’analcolismo da un bel po’ di tempo, il rischio di essere più matta del solito già dal terzo bicchiere sarebbe stato tutt’altro che remoto!

L’unico concessione riesco ad ottenerla quando festeggiamo il mio compleanno: lì finalmente vedo in frigo il mio amato Garzellino, l’unico per cui cedo e commetto peccato.

Quindi nada anche quest’anno la democrazia enologica in casa mia non sa proprio da fare (tranne per l’unica eccezione del mio compleanno che conferma la regola). A Pasqua, a Natale, Capodanno, alle feste di ogni singolo componente della mia famiglia dovrò accontentarmi dello spumante finale, anche quello brut, ma meglio di nienteee.

Ilaria Nespoli