Si va bene, siamo sommelier, ma non lo facciamo per professione. Lo facciamo per passione. Lo facciamo in quanto ci stiamo accorgendo che parlare di vino in modo semplice ci permette di coinvolgere molta gente, ma soprattutto di incuriosire, intrattenere, intrigare. Ok raccontare il vitigno e la malolattica, ma anche raccontare persone, luoghi, impressioni, aneddoti e un approccio al vino più immediato, fruibile, rilassato.

Domenica è stata la nostra prima volta.
La prima volta che ci siamo messi in gioco nell’organizzare una nostra degustazione, o meglio un corso di avvicinamento al vino (stage, chiacchierata, condivisione….fate voi) per golfisti e non golfisti. La prima volta in un scenario di quelli che meritano una menzione: ospiti del “The Challenge” di Golf al Country Club di Castelgandolfo, con niente di meno che la saletta affrescata messa a nostra disposizione.

Di degustazioni ne abbiamo fatte tante, ma organizzarle è una cosa diversa.
Il tavolo, le tovagliette, l’acqua, gli snack, i bicchieri, i salvagoccia, la boule, il ghiaccio, i vini, le temperature, il servizio…. e poi la preparazione, la scaletta e… ma che fatica!

Ma che bello. che bello riuscire a catturare l’attenzione di un pubblico che ci aspettavano poco motivato e tendenzialmente distratto.
Che bello vedere la curiosità e le domande che ci hanno fatto. Che bello andare “fuori orario” per il solo fatto di aver catturato l’attenzione dei partecipanti.
Che soddisfazione percepire come alcune nozioni oramai ti “escono” con facilità tanto sono entrate a far parte del tuo DNA.
E altrettanto bello vedere le espressioni del tipo “Wow!” nelle facce dei partecipanti quando capiscono che passito non vuol per forza dire “smielato” o “stucchevole”….

Si, parlare di vino in questo modo ci piace. Se poi trovi anche il produttore che ti da fiducia, allora diventiamo un team perfetto.
Ma si, citiamo anche il produttore che ci ha dato fiducia. Lo so che è il terzo articolo che esce su Mandrarossa, ma se ci hanno dato fiducia e supporto, cosa c’è di male nel ricambiare?
Vogliamo chiamarlo il Team Bordolese? Perchè no…. questa volta il team era formato da Claudia Meo alla parte seria e Maurizio Gabriele alle curiosità e ai vini.

Insomma, indubbiamente una bella faticata, ma ne è valsa la pena.
Hai visto mai che si debba ripetere?

Claudia Meo & Maurizio Gabriele