L’affascinante viaggio del Madeira

Di storie belle nel vino ne sto scoprendo molte, ma quella del Madeira al momento è quella che mi affascina di più.

Nel 1600 circa, nelle Azzorre, si produceva un vino il quale per via del clima, non riusciva a raggiungere un accettabile grado zuccherino. Quindi un vino di non particolare pregio. Si dice che le barriques piene di questo vino oltre che per finalità commerciali, venissero usate per stabilizzare le navi (sarà vero) che si accingevano a fare la traversata oceanica. Si scoprì col tempo che tra il contatto con il legno e le escursioni termiche a cui le barriques andavano incontro nel corso dei viaggio, contribuivano ad una felice evoluzione del vino tanto da farlo diventare un vino di pregio, spesso presente in cerimonie importanti (fu anche usato da Thomas Jefferson per brindare alla firma della dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America). Fatta questa scoperta, i portoghesi hanno pensato bene di accelerare questo processo basato sulle escursioni termiche realizzando dei contenitori chiamati “estufas”, capaci di sottoporre il vino a temperature elevate in modo da accelerare il processo di maturazione.

Non posso non concludere con 4 curiosità rubate a Wikipedia

  • Il Madeira era il solo vino che poteva essere esportato verso le colonie inglesi d’America senza transitare per un porto britannico.
  • Napoleone Bonaparte, di passaggio a Madeira durante il suo viaggio verso l’esilio di Sant’Elena, ricevette in dono del Madeira dal governatore inglese dell’arcipelago.
  • Il Madeira venne utilizzato da Thomas Jefferson per brindare alla firma della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America.
  • Durante il proibizionismo, che comportò un forte calo delle importazioni del Madeira negli Stati Uniti, il vino venne esportato quasi totalmente in Francia, dove veniva utilizzato principalmente per la preparazione della sauce madère (salsa al Madeira).

Però, ora che ci penso non ho mai assaggiato un Madeira. chiudo l’articolo e vado a cercarne uno…

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Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018, Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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