Questa storia mi scotta e non poco, forse perché è la mia regione, il posto in cui sono nato.

Indubbiamente ci sono delle colpe. Un passato in cui si è preferita la quantità alla qualità. Un passato (io da bambino) in cui il vino da supermercato era il Frascati nel boccione da due litri con tappo a vite.

Di tempo però ne è passato, e il Lazio a mio avviso produce ottimi vini.

Quello che però non riesco a capire – salvo alcune eccezioni – la scarsa attenzione alla comunicazione che molti produttori hanno. Io credo che se in passato hai “fatto danno” non puoi aspettare il naturale decorso delle cose. La qualità deve essere comunicata, in particolar modo se c’è qualità e amore per il proprio lavoro.

Mi sono fatto un giro su molti siti di produttori laziali, e ho notato con disappunto che alcuni si propongono come Bed & Breakfast, altri come venditori, altri con foto prese dal telefonino, altri con una grafica anni 80 mentre qualcuno con grafica attuale ma privo di contenuti.

Forse servirebbe un pò di strategia di comunicazione?
Forse sarebbe opportuno raccontarsi meglio?

Sicuramente la qualità del vino laziale è superiore ai gran lunga al modo di presentarlo. Peccato.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]