Lugana? Mai bevuto…. Si, studiato durante il corso, ma mai messo nel bicchiere.
Un vino veneto giusto? Mmmm…si e no. Un vino lombardo-veneto, ma soprattutto lombardo se consideriamo le estensioni territoriali.

Siamo al Gianicolo, in una location a dir poco stupenda. Una location che ti permette di fotografare le bottiglie in degustazione con lo sfondo del Cupolone (S.Pietro, per i non romani). Ma nonostante il “carattere” della location, veniamo subito trasportati su Garda, dimora di questa DOC.

Lugana, terre lacustri, argillose, e un vitigno che si chiama Turbiana, parente (pare) del più conosciuto Trebbiano.
Un vino molto apprezzato all’estero e, probabilmente, ancora da scoprire bene in Italia.

Nella Masterclass organizzata dal Consorzio Lugana DOC, ne degustiamo ben 9,quanto basata per spaziare attraverso le cinque tipologie: Lugana Spumante, Lugana, Lugana Superiore, Lugana Riserva, e Lugana Vendemmia Tardiva.

Come avrete oramai intuito, Bordolese.it tende a parlare di vino in modo semplice, per cui il commento non può essere che questo: fresco, meravigliosamente fresco. Profumato, con un bouquet che porta nel bicchiere tutte le aromaticità del Garda. Intenso, per quanto bianco è un vino che anche nelle versioni più giovani ti fa venire voglia di essere bevuto.

Ti dirò di più: mi è venuta voglia di sushi!
Quanti sono i vini bianchi che ti fanno capire di poter competere con sapori orientali?
Non molti, almeno per quella che è la mia piccolissima esperienza.

Sorprendente il “Lugana 2018” di Ottella (una sferzata di profumi), ma notevole anche il “Vendemmia Tardiva Rabbiosa” di Marangona: dolce ma non troppo, mai stucchevole, bocca che conferma quanto sentito nel naso.

Scusatemi, chiudo l’articolo… devo andare a comperarmi una dozzina di nigiri….troverò un Lugana per accompagnarli? 🙂