L’Umbria di Terre de la Custodia…

E’ interessante e piacevole partecipare ad una degustazione e rendersi subito conto che il valore principale che si intende far passare è quello dell’amore per la propria terra. Poi, a seguire, la passione per il proprio lavoro. Quindi aneddoti che rinforzano ulteriormente la sensazione di una passione che viene da lontano.

Sarà che ho origini marchigiane e parenti umbri e questa fierezza, questo approccio, non mi sono nuovi, ma sentirli portati in primo piano anche in un evento nel quale si parla di vino, mi ha fatto molto piacere. Sarà anche che Bordolese.it nasce con la curiosità di chi vuole catturare i racconti del vino, ma una cosa è certa, se i presupposti sono questi, il vino diventa la “naturale conseguenza” di questa filosofia aziendale.

Siamo nella Nuova Villa dei Cesari, nel cuore dell’Appia Antica, in uno dei mille posti di Roma che probabilmente i turisti americani conoscono a menadito ma che io non conosco. Uno di quei posti nei quali sono passato mille volte in scooter ma con un occhio troppo assuefatto dalle bellezze di Roma. Un posto però perfetto e piacevole per presentare i vini di Terre de la Custodia.

Una bella accoglienza.
Giampaolo Farchioni, titolare dell’azienda non parla da presidente, ma da appassionato, così come Daniele Sevoli, il sommelier dell’azienda, non ci tedia con la solita “pappardella” (espressione tipicamente romana) ma con informazioni che ci permettono di capire in che modo questa azienda si è evoluta.

Un percorso che è andato dalla bollicina al passito, ma sempre rimanendo in Umbria.
Un girovagare tra il concetto di “Sostenibilità Contadina” e il forte legame con il territorio.
Una filosofia aziendale fatta di sfide che passano dalla gestione del Grechetto al brevetto di una bottiglia innovativa.

Ma poi c’è il vino.

Gladius  Metodo Classico Brut 2015
60 mesi sui lieviti. Una volta Grechetto e Pinot Nero, adesso Chardonnay e Pinot Nero causa la scarsa acidità del Grechetto…
Nessuna malolattica, molta mineralità. Lavorato completamente a mano.
Una bollicina fortemente voluta in quanto “passione di famiglia
Piacevole, con una pungenza che a me è piaciuta molto.

Montefalco Grechetto DOC 2019
Finalmente il giusto spazio al Grechetto.
Al naso frutta gialla ma anche matura.
Un vino bianco, ma di sostanza. Un Cru al quale viene riservata una doppia vendemmia.
Barriques “tarate” in modo tale da non eccedere nella parte aromatica già presente nel vitigno.
Interessante.

 IGP Umbria Rosato
Ah se mi piace questo melograno nel naso!
E poi quel tono provenzale…
Molto beverino. Sapido al punto giusto. Mi dicono anche una nota fumé ma che io non sento.
Mi piace? Ne vorrei una cassa da maritare ai miei spaghettoni estivi alle vongole 🙂

Montefalco Sagrantino DOCG 2015
Dal rosato al Sagrantino: confesso, sono preoccupato.
E invece no. Non trovo l’irruenza tipica del Sagrantino.
Al naso molto “educato e da manuale” con prugna e spezie grande alleate tra loro.
A sorpresa un tannino presente ma non eccessivo, sorprendente per essere un Sagrantino.

Montefalco Rosso Riserva DOC Rubium 2015
Un blend di Sagrantino, Merlot e Sangiovese.
Complesso, Speziato, Elegante. Scende giù che è un piacere.
Un tannino allo stesso tempo ruvido ma delicato e una bella persistenza completano l’opera.

Melanto Montefalco Sagrantino Passito DOCG 2015
Affascinante. Una nota balsamica lo rende ancora più suadente.
Si sente il legno, ma dolce, e che non stona.
Finalmente un passito che finisce il suo compito lasciandoti un bocca pulita.

Concludendo, posto incantevole, compagnia altrettanto piacevole e disponibile al confronto.
Vini molto buoni, con un Sagrantino evidentemente orientato alla “bevibilità”  piuttosto che alla scontrosità che di solito ci si aspetta.
Una bella sorpresa, per me il Rosato, con un carattere che non mi dispiace affatto.

Mi restano però tante cose da scoprire di questa azienda.
Ho la sensazione di aver appena sfiorato la punta di un iceberg, in particolar modo per quanto riguarda la “sostenibilità contadina“, concetto che mi affascina non poco…

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Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018, Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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