Ma è la fame a farti sentire i sentori di affumicato?

Sentite? Ci sono chiari sentori di affumicato…

Così ha esordito questa sera in nostro docente al corso del secondo livello.

Bah, sarà che sono quasi le 22.30, sarà che il biscottino che trovo sul piattino – più o meno grande come una supposta maggiorata – è caduto nel fondo dello stomaco evidenziando un rumore sordo, tipico da stomaco drammaticamente vuoto.

Sarà che a quest’ora la concentrazione tende a svanire, ma alla parola “affumicato” mi vengono in mente le costolette tipiche da BBQ americano o comunque un griglia fumante.

Lo so, una porcata, probabilmente un pensiero blasfemo se associato ad una degustazione di vino, però non si fà così.

“Affumicato” è una parola che dalle 22 in poi deve essere usata con parsimonia e molta, ma molta attenzione.

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Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018, Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.
Peposo.

Firenze, un venerdì sera. Ma soprattutto una fame di quelle che pretendono roba di sostanza.

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