Movia

Bella sorpresa, Lubiana. Città piccola ma che brulica di vita, e che ti accoglie con un calore che non ti aspetti. Poi capiti da Movia, in pieno centro, e tu che sei un adoratore del vino, ti ritrovi con la mandibola che accusa in un sol colpo tutta la forza di gravità possibile (in parole povere, ti cade la mandibola).

Qui si beve. Poi, volendo, si mangia, ma fondamentalmente si beve.
Lo si capisce dalla carta. Due pagine di vini. Una lavagna chepropone degustazioni. spazio interno che riserva 90% al vine e il restante 10 a tutto il resto.

Il resto della ciurma non beve ma io mi devo fermare. Piattino di olive sul tavolo – di default – tanto per gradire e opto per due vini di tutto rispetto.

Caro Movia, confesso che sarei voluto rimanere tutto il giorno e provare tutto quello che c’era nei tuoi scaffali. Indubbiamente il vino che ho nel bicchiere trasmette molto, ma confesso che la mia conoscenza di Movia, fino al momento in cui mi sono seduto al tavolo, era pari a zero. Poi butto un occhio al web, e mi rendo conto che dietro questi vini c’è una azienda particolare. Territori a metà tra Collio italiano e “Collio Sloveno” (lasciatemelo chiamare così…). Rispetto per la natura, vini prodotti senza filtrazione, senza interventi enologici, senza chimica, talvolta in accordo con le fasi lunari. Addirittura anche un metodo classico chiamato “Puro” che propone un assaggio nella fase del degorgement, così come un vino fatto con uva secca.
Tanta roba, direi. del resto, il vino nel mio bicchiere questo comunicava…

Veliko Belo 2011
Il sospetto che avesse qualche annetto m’è venuto quando l’ho messo in bocca.
Ribolla 70%, Sauvignon 20%, Pinot Grigio 10% Vendemmia tardiva
Affinato in barriques per 42 mesi (!) e destinato a durare nel tempo.
Intenso, di struttura. Ci sento sia qualcosa di floreale che di più profondo (sarà la barrique…)
Un vino “da rispettare”.

Sivi Pinot Ambra 2011
E’ un orange wine da Pinot Grigio 100%. Vendemmia tardiva
Affinato in barrique per 18 mesi. Minerale, un po di frutta (forse perché i terreni sono quelli del Collio?).
Un vino che non riesco a non definire “strano”, forse perché non sono abituato agli orange wines. Si capisce però che dietro c’è tanta roba…

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Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018, Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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