Entrare alla Fattoria del Colle di Donatella Cinelli Colombini è un po’ come mettersi a cavallo di uno stargate che ti permette di passare in modo avvincente dal passato al presente nell’arco di un attimo.

Donatella ci accoglie in una dimora fatta di storia, tanta storia che ti avvolge fin dal primo momento. Una dimora nella quale per ogni angolo c’è qualcosa da raccontare; storie che Donatella riesce con estrema naturalezza a far diventare intriganti ed avvincenti. Passiamo una mattinata ad ascoltare, a farci incuriosire e a sgranare gli occhi. Un periodo nel quale piacevolmente fatichiamo a ricomporre i pezzi di quel puzzle familiare fatto di nomi e accadimenti. Un periodo nel quale facciamo un tuffo nel passato, quel tuffo che ci permette di capire meglio questo meraviglioso territorio e di quanto la famiglia di Donatella ne sia stata più volte protagonista.

Abbiamo poi varcato la soglia del nostro stargate, e siamo atterrati nel presente. Fattoria del Colle è un borgo, una fattoria, un resort, una cantina, un ristorante. Un luogo dal quale farsi rapire per respirare benessere, vino, relax. Abbiamo vagato nella fattoria, nel resort, nel meraviglioso parco interno. Quindi nella cappella, per poi “atterrare in cantina”. Anche qui tanta storia.. e siamo quasi in overdose.

Arriva poi il momento della pappa, e anche qui veniamo storditi da uno dei piatti più buoni che io abbia mai mangiato (e detto da un rompiscatole come me ha un certo valore….): pici fatti in casa con cinghiale e panforte anch’esso fatto in casa. Selvatico? No. Agrodolce? Nemmeno. Alla fine non ho capito, ma ne avrei mangiati e rimangiati ad oltranza. Un connubio nuovo che riserva un applauso allo chef.

Si, ci siamo distratti, ma siamo stati immediatamente riportati sulla retta via da un calice di Cenerentola, un vino che a mio avviso esprime l’istinto innovativo e lo spirito combattivo di Donatella nel pensare di affiancare al Sangiovese il meno conosciuto Foglia tonda e tramite il quale dare un ulteriore impulso alla giovane DOC Orcia.

Non è mia abitudine celebrare nessuno, ma in questo caso non ho potuto farne a meno.
Andiamo via con un incredibile stato di benessere, e concordi nel fatto che la cosa migliore di questa giornata – senza nulla togliere a Fattoria del Colle – è stata l’accoglienza di Donatella e di su marito Carlo.

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