Sciascinoso, Pallagrello e Muristellu a “Radici del Sud”

I vitigni autoctoni del Sud mi hanno sempre affascinato. Partecipare a Radici del Sud, l’evento organizzato da Nicola Campanile, dedicato ai vitigni autoctoni del Sud è stato per me come essere invitato nella migliore “sala giochi” che io potessi desiderare.

Di Aglianico, Primitivo e Nerello Mascalese ne ho provati tanti, ma il fascino di mettere naso e bocca in vitigni quali lo Sciascinoso, il Casavecchia, l’Aniga Braxia o il Muristellu per me sono stati oggetto di grande entusiasmo e curiosità.

Peccato che questa selezione sia stata riservata a un gruppo ristretto di giornalisti. Mi sarebbe piaciuto vedere lo stesso entusiasmo nei volti di qualche giornalista o buyer estero, ma per quest’anno dobbiamo avere pazienza e aspettare il ritorno al format originale di Radici del Sud in programma per la prossima edizione di giugno.

A parte i vitigni che non conoscevo, avere a disposizione lunghe batterie di Aglianico, Primitivo, Nero di Troia e Cannonau è stato veramente interessante. Io per primo quando ho iniziato questo tipo di degustazioni, mi chiedevo come fosse possibile “capire ancora qualcosa” al cinquantesimo vino… in realtà con un po’ più di esperienza alle spalle, mi rendo conto che è proprio dal cinquantesimo vino in poi che si comincia a godere delle sfumature, dello stile e a riconoscere difetti (pochi, in verità) e pregi di uno stesso vitigno.

Interessante poi, anche avere al tavolo un enologo, capace di darti una chiave di lettura diversa o semplicemente di raccontarti quali sono state le evoluzioni di un territorio oppure condividere opinioni sulla capacità di un tannino di evolversi o meno. Bello anche il mio tavolo di giuria, fatto di professionalità, ma soprattutto di confronto e di condivisione, soprattutto della passione per quello che uno dei miei insegnanti (facile capire chi) ama chiamare “il liquido odoroso”.

Di vini ne abbiamo provati circa 130. Pochi difetti, tante sorprese, alcune belle – anzi bellissime – conferme.
Ovviamente si è degustato “alla cieca”, vale a dire con bottiglie opportunamente coperte. Un modo di degustare inevitabile quando si è a un concorso, ma che io ritengo oramai imprescindibile in quanto capace di alimentare quel gusto dell’analisi e della scoperta che rende il vino ancora più divertente e intrigante di quanto è già in condizioni di essere a bottiglia scoperta.

Ogni categoria ha una classifica e un vincitore, ma vorrei prendermi la libertà di assegnarmi una personalissima “categoria” esprimendo – e che nessuno me ne voglia – le mie preferenze.

La Sardegna in primis, e non per piaggeria nei confronti di nessuno, ma per il fatto che mai come in questo anno ho avuto modo di provare vini sorprendenti.
Scendendo nel dettaglio dei vini:

Antiogu Fradiles Mandrolisai DOC superiore 2016, espressione di uno stile che per l’ennesima volta riesce a lasciarmi a bocca aperta. Anzi, a bocca chiusa per non disperderne nemmeno un sorso e nemmeno una molecola. Una zona che mi ripropongo di visitare al più presto.

Menhir Salento Pietra Susumaniello 2019, per il frutto, la ricchezza del suo bouquet e per la capacità di sorprendermi con una immediatezza che non mi aspettavo

Casa Comerci “A Batia” 2017, magliocco 100%, un vino diretto, di grande carattere, vigoroso ed elegante allo stesso tempo.

Benanti Nerello Cappuccio Terre Siciliane Rosso 2018, per quanto io abbia una spiccata propensione per il Nerello Mascalese, mi fa piacere trovare il nerello cappuccio per una volta egregio protagonista di questo vino.

Torno a casa con una bella esperienza che andrà ad aggiungere ancora qualcosa in più al mio bagaglio culturale. Non solo vino, ma anche cultura del vino quale espressione di territori e persone che lavorano con passione. Un bel viaggio al Sud, l’ennesimo e, come al solito, più che positivo.

Ci rivediamo alla prossima edizione, la 2021, sempre a Sannicandro di Bari, dal 9 al 14 giugno 2021
www.radicidelsud.it

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Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018. In giurie internazionali dal 2020. Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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