Bando alle ciancie. Salto a piedi pari tutti gli insegnamenti del coso AIS e mi lasci guidare da un istinto primordiale.

Sono al supermercato. Ho nel carrello uno stupendo sacchetto di vongole di Gaeta destinate a diventare “Spaghettone con le vongole”.

Sarà per il fatto che mi piace pensare alla Val D’Aosta come regione di produzione piuttosto che la solita Toscana, Sicilia e Piemonte, sarà perché mi affascina da sempre il concetto di “Viticultura eroica” e quei filari bassi che mi fanno venire in mente il meccanico che si infila sotto la macchina, sarà per il fatto che mi piace pensare di premiare così tanto impegno, che decido di “scarrocciare” e farmi ammaliare dall’ala nord dello scaffale dei vini e da un  “Blanc de Morgex et de la Salle” che sembra guardarmi.

Anzi, direi che si è stabilito un rapporto intimo con il sacchetto delle vongole che è nel mio carrello.

Vino in frigo. spaghetto a bollire. Vongole saltae con aglio, un filo di olio e prezzemolo. Spaghetti che finiscono di cuocere nella padelal delle vongole.
Filo di olio a crudo e spolverata di prezzemolo.

Val D’Aosta nel calice e…. e manca il sacerdote per celebrare il matrimonio.
Ora, non me ne vorranno i miei insegnanti AIS se ho semplicemene mangiato e trangugiato (orrore!) ma il godimento è stato massimo

Vabbè, torniamo un momento indietro e facciamo i bravi
Giallo paglierino con inevitabili riflessi verdognoli. Fresco, erbaceo, minerale quanto basta.
Purtroppo buono per continuare la degustazione, inevitabilente interrotta alternativamente da uno spaghetto venuto bene ed un abbinamento a mio avviso riuscito.
Anceh la foto non è il massimo: troppo preso da quello che avevo in tavola….