Vigore ed eleganza nei “micro cru” della Tenuta di Arceno…

Raccolgo con piacere l’invito di Fcomm di partecipare alla degustazione delle nuove annate della Tenuta di Arceno 🙂

La Tenuta è di proprietà della Famiglia Jackson, con una azienda, la Jackson Family Wines fondata nel 1982 e proprietaria oramai di vigneti nelle aree vinicole più importanti del mondo. Dopo la California, l’Italia è stata la seconda regione oggetto di investimento da parte della famiglia Jackson il cui obiettivo continua ad essere la ricerca della qualità e il rispetto del territorio.

Tenuta di Arceno è una Azienda che si estende per oltre 1000 ettari nell’estremità meridionale del Chianti Classico, a Castelnuovo Berardenga. Una tenuta con 50 ettari di uliveti e 92 di vigneti disposti su microclimi diversi, altitudini diverse, e diverse tipologie di suolo.

Diversità che fanno dei “micro-cru” la vera filosofia aziendale. Un territorio diviso in piccoli lotti a seconda del tipo di suolo, gestiti singolarmente in funzione delle caratteristiche specifiche di ogni singolo lotto, con coltivazione, raccolta e vinificazione che avvengono separatamente per ogni micro-cru. Una filosofia sposata da tempo da Pierre Seillan, viticoltore ed enologo di grande esperienza, portata avanti in tandem perfetto con Lawrence Cronin Viticoltore americano di origini italiane.

Vendemmie manuali, chicchi selezionati da un selezionatore ottico a laser, che garantisce sia la pulizia degli acini, sia il giusto grado di maturazione. Quindi una macerazione a freddo di 3-5 giorni seguita da una fermentazione primaria in tini di acciaio inox. Dopo la svinatura e una pressatura leggera, il vino passa direttamente nelle barriques. La malolattica viene svolta dunque nel legno e, ogni 4 mesi, si effettuano travasi.

Ogni micro-cru matura separatamente per 16 mesi dalla vendemmia, dopo di ché gli enologi decidono i blend che meglio esprimono ogni vino. La filtrazione è minima e precede un imbottigliamento che va dai 18 ai 22 mesi dalla vendemmia con tutti i vini della stessa annata.

L’affinamento in bottiglia è di qualche mese per il Chianti Classico Annata, mentre gli altri vini restano da 1-4 anni coricati in bottiglia prima dell’immissione sul mercato.

Ma la filosofia del Micro-cru viene applicata anche alla barrique. 14 foreste francesi e una tedesca, di proprietà della famiglia Jackson, sono usate per la produzione delle barriques.

Non solo Sangiovese nelle produzioni di Tenuta di Arceno. In degustazione abbiamo tre DOCG, Chianti Classico Annata 2019, Chianti Classico Riserva 2018 e Chianti Classico Strada al Sasso Gran Selezione 2018 e re IGT Toscana, il Fauno 2018, Valadorna 2016 e Arcanum 2016. Nei nostri calici un bel modo per iniziare la mattinata, ma soprattutto una bella occasione per spaziare tra Sangiovese e vitigni internazionali.

Personalmente non amo un uso troppo pronunciato del legno nei vini. Nel caso della Tenuta di Arceno la componente costante è un uso equilibrato del legno in ognuno dei vini che abbiamo in degustazione. L’altro appunto che mi sento di fare è relativo al piacere provato nell’incontrare vini decisamente eleganti, complessi, ma capaci di offrirsi al sorso in modo “facile”, dove la parola “facile” è da intendersi come pregio e non come difetto.

Classico Annata DOCG 2019

85% Sangiovese 15% Merlot
Una bella espressione di Chianti classico, con una bella freschezza.
Di facile beva, con una speziatura appena accennata e tannini garbati

Chianti Classico Riserva DOCG 2018

90% Sangiovese 10% Cabernet Sauvignon
Espressivo al naso con un bouquet intrigante fatto di ciliegia ma anche di sottobosco e frutti più maturi.
Morbido, suadente, con la “solita” speziatura ben dosata. Un finale lungo e vagamente cioccolatoso completa l’opera

Chianti Classico Strada al Sasso DOCG Gran Selezione 2018

100% Sangiovese
Note di frutti maturi, quasi appassiti, supportati da una bella acidità e da un sapiente uso del legno che conferisce al vino una sottile speziatura. Un vino complesso, perfetto per essere bevuto ma anche per essere lasciato un po’ più di tempo in cantina.

Il Fauno di Arcanum IGT Toscana 2018

54% Merlot, 325 Cabernet Franc, 12&% Cabernet Sauvugnon, 2% Petit Verdot
Un taglio bordolese per un vino di carattere, energico ma elegante allo stesso tempo, con una leggera nota balsamica che accompagna la beva. Finale lungo, con note di liquirizia. Morbido. Un vino da abbinare, ma che berrei anche nel totale relax del mio divano…

Valadorna IGT Toscana 2016

61% Merlot, 19% Cabernet Sauvignon, 14% Cabernet Franc, 6% Petit Verdot
Il mio preferito di questa batteria. Frutto in bella evidenza. Vigoroso, elegante, caratterizzato da una bella acidità, tannini eleganti e da un finale lungo ed espressivo. Un piacere berlo, un peccato non poterlo mettere in cantina. Ancora proposto in blend, ma sarà Merlot in purezza a partire dall’annata 2018

Arcanum IGT Toscana 2016

100% Cabernet Franc
Prima annata per Arcanum Cabernet franc in purezza. Grande complessità per questo vino che si annuncia la nota vegetale tipica del vitigno per poi virare su note balsamiche, di frutta matura, anche appena appassita, che lascia poi il passo a un sorso estremamente ricco, sempre garbatamente speziato. In un finale lungo incontriamo anche altre sensazioni, ad esempio pepe e liquirizia, ma poi ci siamo lasciati coccolare da questo vino, abbandonando l’approccio razionale per lasciare spazio al vino e ai nostri sensi.

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Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018. In giurie internazionali dal 2020. Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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