Vino a tavola: Bambini sì, Bambini no

E’ corretto far assaggiare vino ai più giovani?

Sicuramente ai bambini no. Poi però diventano ragazzi, e credo si debba/possa cambiare approccio.

Da quando è piccolo, ho imposto a mio figlio una regola ferrea: è obbligato ad assaggiare ma libero di non mangiare. Regola dettata dalla speranza che lui potesse scoprire sapori e soprattutto apprezzare le cose ben fatte. Forse per questo non beve bibite, non ama Mac e a tavola è diventato un rompiscatole. Spontaneamente(ehm…), non per imposizione, e ci tengo a dirlo.

Poi però, sento di adolescenti che si massacrano con serate alcoliche nelle quali ingoiano qualunque cosa, sentendosi inevitabilmente male e talvolta facendo grandi cazzate (quando ci vuole ci vuole) in giro per la città. Per fortuna Federico, ora tredicenne, sembra ragionare con la sua testa sempre e comunque, ma le dinamiche del gruppo sono strane e sai com’è…

In contrasto con mia moglie, io nel vino gli faccio mettere la lingua.
Mettici il naso e dimmi cosa senti. Poi mettici la lingua e ridimmi cosa senti”.

Io spero che impari a capire, a pretendere sapori, a pretendere qualità, a capire che è meglio una estasi da gusto che uno stordimento da alcol.

Questo approccio l’ho messo nel mio “kit di prevenzione”.
Magari sbaglio, ma spero di no.

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Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018, Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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